OGGI HO INCONTRATO PHILEAS IL GRECO
Oggi ho incontrato Phileas il greco / che giacque morto per quindici giorni. /
Lo vidi risalire a fatica / su per l’erta / che dal mare s’inerpicatra / tra l’aspro gelsomino /fino all’eremo, / a casa mia. / Salì da basso /sfiorando / col palmo della mano / le spighe selvaggee / e le ginestre gialle, / quasi cercasse la carezza lieve / sulla testa china / di un amore fragile, / o di un figlio. /
A fatica, / ma salì. / Non si fermò ad ascoltare / gli uccelli lontani / e gli odori vicini, / o gli amori perduti, / e tutto il resto, lasciato / incompiuto, / non lo interessava più, / a reciproca ignoranza. / Sali, / solo sali / a rivedere casa mia, immagino / dove insieme piangemmo / e soli. /E l'ho chiamato a lungo e / ho urlato / e mi ha sentito, ne sono sicuro / tanto era assordante il silenzio, / ma ha continuato a salire su dal mare / Phileas- occhi assenti, / e le mani continuavano / a sfiorar le corolle / e l'odore delle ginestre / lo sentiva, ne sono sicuro. / Non l'ho più disturbato Phileas / che giacque morto per quindici giorni.
Marco Dappelo è nato e vive a Roma. Laureato in etnomusicologia presso la facoltà di Lettere dell'università "La Sapienza" di Roma, ha collaborato con riviste locali e del settore. Autore di romanzi e poesie, ha pubblicato una raccolta di brevi racconti sull'adolescenza (Venti metri sotto la città) e il romanzo "Al Dio Inadeguato". Le sue poesie sono raccolte nel volume "La spada e la Rosa".